Parlare di diete è come aprire un vaso di Pandora.

Ci sono migliaia di protocolli diversi tutti (o quasi) con un razionale.

Tra i vari protocolli dietetici la dieta chetogenica è senza dubbio tra le più popolari degli ultimi anni per via dei risultati importanti in termini di perdita di peso. Ma molti sono anche i dubbi che genera: è una dieta valida? Ha effetti collaterali? I risultati sono duraturi? Cerchiamo di capire meglio

Cos’ è la dieta chetogenica?

Innanzitutto più che di dieta chetogenica si dovrebbe parlare di diete chetogeniche perché esistono diversi protocolli per diverse esigenze.

La dieta chetogenica è un protocollo dietoterapico basato su una consistente riduzione dell’assunzione giornaliera di carboidrati.

Il primo protocollo chetogenico è stato formulato nel 1920 a scopo terapeutico per la cura dell’epilessia farmaco-resistente e si è poi evoluto nel tempo per essere adattato al calo peso, al trattamento delle emicranie, per contrastare sindrome metabolica, diabete di tipo 2 e infertilità e ultimamente per il trattamento dell’endometriosi e della sindrome dell’ovaio policistico (PCOS).

Cosa vuol dire “chetogenica”?

Il termine “chetogenica” si riferisce a un processo spontaneo che si verifica nel nostro corpo quando siamo a digiuno: la chetogenesi. Una riduzione dell’introito di carboidrati sotto una certa soglia induce il fegato a produrre delle sostanze dette corpi chetonici (β-idrossibutirrato, aceto acetato e acetone i più comuni) a partire dal grasso corporeo. Questo processo è del tutto fisiologico e non ha a che vedere con la chetoacidosi diabetica che è invece un processo patologico.

La dieta chetogenica sfrutta proprio questo principio: mima il digiuno e induce l’utilizzo dei depositi di grasso corporeo a scopo energetico con produzione controllata di corpi chetonici. Queste sostanze sono poi trasportate agli altri organi che le usano come carburante alternativo allo zucchero con un processo detto chetolisi. I corpi chetonici Inoltre inducono la soppressione del senso di fame

Dato che si riducono i carboidrati vengono aumentate le proteine?

Diversamente da quanto si pensi, la dieta chetogenica non è una dieta iperproteica dato che il contenuto proteico pro chilo è di 1g, quindi esattamente normoproteica. Inoltre seguita per un tempo ragionevole e sotto supervisione di un professionista non pone alcun rischio per la salute

E quindi è una dieta ad alto contenuto di grassi?

La dieta chetogenica terapeutica, che deve essere potenzialmente mantenuta a vita, è iperlipidica per soddisfare le richieste energetiche del soggetto. Ovviamente vengono privilegiati i così detti “grassi buoni”.

Per favorire il dimagrimento è invece fondamentale un taglio dell’introito calorico e per questo motivo il protocollo chetogenico deve essere ipolipidico. Ovviamente questo incide sulle calorie giornaliere per cui si parla in questo caso di dieta chetogenica a bassissimo contenuto calorico (Very Low Calories Ketogenic Diet (VLCKD) e Low Calories Ketogenic Diet (LCKD)).

Come si effettua il protocollo chetogenico per il dimagrimento?

Esistono vari protocolli ma quello che è maggiormente sostenuto da un consistente numero di lavori scientifici è il metodo multifasico. Si articola in 5 step che combinano tra loro diversi tipi di diete:

FASE 1: dieta chetogenica a contenuto calorico molto basso (Very Low Calories Ketogenic Diet o VLCKD);

FASE2: dieta chetogenica a basso contenuto calorico (Low Calories Ketogenic Diet o LCKD);

FASE3: dieta ipocalorica (Low Calories Diet o LCD)

FASE 4: dieta ipocalorica bilanciata (Hypocaloric Balanced Diet o HBD)

FASE 5: HBD di mantenimento per consolidare i risultati.

La durata di ogni fase è variabile sulla base delle caratteristiche e delle necessità del paziente.

Quali sono gli effetti?

La dieta chetogenica, se ben seguita, produce notevoli vantaggi per il paziente.

Innanzitutto la perdita di peso è a carico principalmente della massa grassa e del grasso viscerale mentre la massa magra viene preservata. La riduzione media di peso è di circa 15 chili in 180 giorni con una riduzione della circonferenza vita del 12%.

Il calo peso è poi consistente e più rapido rispetto a una dieta bilanciata. Migliorano inoltre diversi parametri ematici come glicemia, insulinemia e il loro rapporto (HOMA index) la pressione arteriosa (sia sistolica che diastolica) e la trigliceridemia.

Per questi motivi questo approccio dietoterapico offre notevoli vantaggi per soggetti obesi, soggetti con sindrome metabolica e/o diabete di tipo 2, soggetti con insulino-resistenza (es soggetti obesi o sovrapperso per ovaio policistico o ipotiroidismo).

È una dieta per tutti?

Un protocollo cosi particolare può essere per molti ma non per tutti. Sono esclusi ad esempio i pazienti affetti da diabete di tipo1, pazienti nefropatici, donne in gravidanza e allattamento, pazienti con patologia oncologica in atto, infanzia e adolescenza, pazienti con insufficienza epatica grave, pazienti con patologie cardiache, pazienti con disturbi del comportamento alimentare

I chili persi si riprendono subito?

Qualunque protocollo dietetico prevede una fase di ritorno a un’alimentazione isocalorica, il così detto mantenimento. Il rischio di riprendere i chili persi nel tempo c’è per tutti i protocolli e attualmente non c’è nessun protocollo che impedisca di recuperare i chili persi se si ritorna alle vecchie e scorrette abitudini alimentari. Avremmo altrimenti scoperto la dieta perfetta!

Una cosa è certa: più chili di massa grassa (attenzione non peso ma massa grassa!) si perdono più è difficile che vengano tutti recuperati in breve tempo se si è stati educati alla corretta alimentazione.

C’è poi da aggiungere che alcuni studi suggeriscano come la dieta chetogenica dia un vantaggio da questo punto di vista perché rispetto ad altri protocolli non provocherebbe un aumento repentino dell’ormone della fame, la grelina. Sono tuttavia necessari maggiori studi in merito

Una cosa è certa per evitare l’effetto yo-yo devono essere abbandonate le cattive abitudini alimentari il che non significa non concedersi uno sgarro ogni tanto ma mantenere di base un’alimentazione equilibrata e personalizzata.

Esempio di risultati

Nella figura sottostante i risultati di composizione corporea ottenuti finora da una mia paziente in trattamento con il metodo multifasico. Come si può osservare dall’immagine in 4 mesi di terapia il soggetto ha perso circa 10 kg quasi tutti a carico della massa grassa mentre la massa magra è stata preservata.

REFERENZE

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